Parodontologia

La parodontologia si dedica alla prevenzione e alla cura della malattia parodontale e si pone lo scopo di conservare gli elementi dentali in un tessuto sano.
Il parodonto è la struttura che sostiene la radice dentale ed è composto da osso alveolare, gengiva alveolare, cemento radicolare e legamento parodontale, e garantisce la stabilità e di conseguenza la funzione dell’elemento dentale. Il parodonto sano presenta una zona circolare intorno al dente all’altezza della giunzione enamelo-cementizia composta da attacco connettivale nella parte apicale, attacco epiteliale nella parte centrale e solco nella parte incisale del dente. Queste tre parti compongono in porzioni individualmente variabili la fisiologica ampiezza biologica e misurano insieme circa 3 millimetri. L’ampiezza biologica intatta fornisce la protezione all’attacco parodontale.
La malattia parodontale colpisce il tessuto parodontale modificando e compromettendo la naturale ampiezza biologica per proseguire lungo la radice dentale in direzione apicale e distruggere il legamento parodontale producendo la tasca parodontale e riducendo l’attacco parodontale, compromettendo la stabilità e di conseguenza la funzione dell’elemento dentale. La cura sistematica della malattia parodontale permette la conservazione dell’elemento dentale, la malattia parodontale avanzata causa la perdita dell’elemento.
L’eziologia della malattia parodontale è prevalentemente batterica e direttamente collegata alle abitudini alimentari e alle abitudini di igiene orale professionale e domiciliare. La risposta immunitaria individuale locale all’aggressione batterica è determinante nella genesi e nella progressione della malattia.
Diversi sono i fattori individuali generali predisponenti quali il fumo, il diabete, alcune malattie infettive locali e sistemiche, alcuni difetti genetici, deficit immunitari, stress, forme gravi di osteoporosi, assunzione regolare di medicinali, metabolismo e condizioni ormonali alterati.
Alcuni fattori individuali locali favoriscono lo sviluppo della malattia quali anatomia dentale o radicolare alterata, posizione e inclinazione dentale inadeguate, affollamento dentale, restauri incongrui, patologie radicolari, tessuto parodontale sottile, mancanza di gengiva cheratinizzata, profondità vestibolare insufficiente, frenuli e inserzioni muscolari inadeguati e traumi occlusali.
Dati attuali confermano la reciproca implicazione fra malattia parodontale e malattie sistemiche quali endocarditi, malattie cardiovascolari, malattie polmonari, diabete e rischio di parti prematuri.

La malattia parodontale rispetta la seguente classificazione:

  • Gengivite, clinicamente rappresentata da iperplasia gengivale. Il sondaggio aumentato e il sanguinamento gengivale anche spontaneo sono associati a distacco dell’attacco epiteliale, raramente con ascessi gengivali. L’eziologia è prevalentemente batterica, infettiva, genetica, sistemica o allergica. La gengivite è spesso curabile con una “restitutio ad integrum”.
  • Parodontite, con perdita di attacco parodontale clinico e radiografico. Il sondaggio aumentato è associato a distruzione del legamento parodontale, a riassorbimento del tessuto osseo e perdita dell’attacco parodontale definito lieve (1-2mm), moderato (3-4mm) o grave ( ≤5mm). La parodontite presenta una forma cronica, spesso asintomatica, e una forma acuta spesso associata a sintomatologia algica, sanguinamento gengivale anche spontaneo, suppurazione, ascessi parodontali e mobilità dentale accentuata. La malattia può essere generalizzata con estensione a tutti gli elementi dentali o localizzata compromettendo solo alcuni elementi dentali. L’eziologia è prevalentemente batterica, infettiva, sistemica o genetica. La forma necrotizzante ulcerativa è associata prevalentemente a gravi patologie sistemiche immunitarie. La forma aggressiva colpisce adolescenti e giovani adulti, la forma aggressiva refrattaria è presente anche in adulti di età avanzata. La parodontite nelle sue diverse forme è curabile nella fase iniziale della malattia, l’esito è spesso associato a perdita di tessuto.
La procedura diagnostica evidenzia anamnesi positiva, spesso familiarità, foetor oris, clinicamente presenza di placca e tartaro sopra- e sottogengivale, sondaggio parodontale elevato misurato con sonde dedicate, sanguinamento gengivale, forcazioni sondabili, superfici radicolari esposte, mobilità dentale, radiograficamente riassorbimento osseo orizzontale generalizzato e difetti ossei verticali localizzati. Test microbiologici e genetici possono completare la diagnosi con informazioni sull’ezio-patologia.
La migliore terapia è la prevenzione. Le regolari visite odontoiatriche associate a procedure di igiene professionale sono efficaci nel riconoscimento, nel controllo e nell’esclusione dei fattori di rischio, nella prevenzione e nella diagnosi precoce della malattia parodontale.
La terapia parodontale non chirurgica è efficace nella fase iniziale della malattia e prevede la terapia causale con igiene professionale, motivazione e istruzione all’igiene domiciliare, eventualmente sostenuta da soluzioni antibatteriche, eliminazione del tartaro sopra- e sottogengivale e levigatura radicolare con strumenti dedicati, eventualmente abbinata a terapia antibiotica elettiva. Il controllo e l’eliminazione di fattori individuali locali è indispensabile per l’esito positivo della terapia.

La terapia parodontale chirurgica è indicata nelle fasi più avanzate o refrattarie della malattie e prevede in base alla configurazione e al grado della malattia:

  • Gengivectomia resettiva, correttiva e rimodellante del tessuto gengivale.
  • Interventi a lembo associati a terapia causale.
  • Interventi a lembo associati a chirurgia resettiva, correttiva e rimodellante del tessuto osseo e gengivale. La procedura prevede l’accesso chirurgico tramite incisione e sollevamento di un lembo, la parziale asportazione di tessuto gengivale, l’osteotomia abbinata a osteoplastica del tessuto osseo, la levigatura delle superfici radicolari e il riposizionamento del lembo.
  • Interventi a lembo associati a chirurgia resettiva, correttiva e rimodellante del tessuto osseo e dentale, riservati a morfologie di difetti dentali e ossei selezionati.
  • Interventi a lembo associati a chirurgia rigenerativa del tessuto osseo, riservati a morfologie di difetti ossei verticali selezionati. Le tecniche rigenerative prevedono innesti di sostituti ossei associati a membrane o a fattori di crescita che stimolano selettivamente la rigenerazione dei tessuti parodontali e ne favoriscono la guarigione.
  • Interventi a lembo di chirurgia mucogengivale riservati a difetti selezionati estetici e funzionali del tessuto gengivale. In questo gruppo rientrano tecniche di ispessimento del tessuto parodontale, creazione di gengiva cheratinizzata, copertura di recessioni radicolari, recisioni di frenuli e inserzioni muscolari, creazione di profondità vestibolare.
La migliore terapia resta sempre la prevenzione. Le regolari visite odontoiatriche associate a procedure di igiene professionale individualizzate sono efficaci nel mantenimento e nella diagnosi precoce delle recidive. La collaborazione del paziente nelle procedure di igiene domiciliare, nel controllo dei fattori di rischio e nella gestione delle abitudini di vita è requisito fondamentale per l’esito positivo della terapia.

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