Implantologia

L’implantologia di dedica alla cura dell’edentulia singola, parziale e totale, e rappresenta la valida e moderna alternativa alla protesi convenzionale fissa e rimovibile. La sostituzione dell’elemento dentale tramite il posizionamento di un impianto si basa sul principio di osteointegrazione. L’impianto inserito nell’osso con una procedura chirurgica sistematica raggiunge la stabilità primaria di natura meccanica. Durante il processo di guarigione le cellule del tessuto osseo integrano l’impianto nella propria struttura conferendo all’impianto la stabilità secondaria di natura biologica e duratura nel tempo.
Impianti di diverse forme e materiali sono utilizzati nelle riabilitazioni orali da numerosi decenni. L’impianto a vite, cilindrico o tronco-conico, in titanio, con superficie ruvida, emerge nella pratica clinica per le sue qualità di polivalenza, tolleranza e durata. La forma richiama quella radicolare e ottimizza la stabilità implantare, il titanio è un materiale biocompatibile e non genera rigetto o allergie, la superficie porosa potenzia i processi di osteointegrazione.
Rari casi di insuccesso della terapia implantare sono dovuti a infezione precoce o tardiva, spesso sintomatica, che provoca direttamente la perdita dell’impianto, o a fibro-integrazione, asintomatica, che determina l’inefficienza e richiede l’asportazione dell’impianto.
Le cause dell’edentulia sono prevalentemente la carie, la malattia parodontale, le patologie radicolari e endodontiche, le fratture e le conseguenze da trauma, più raramente l’agenesia genetica. La perdita o la mancanza dell’elemento dentale determinano perdita di tessuto osseo e gengivale più o meno rilevante. La rigenerazione del tessuto osseo e gengivale garantisce la corretta posizione implantare tridimensionale in un tessuto parodontale sano.
La terapia implantare presenta una percentuale di successo superiore a 90%. Determinante nel successo della terapia implantare è la corretta indicazione previa selezione del paziente tramite meticolosa fase diagnostica e valutazione di tutti i fattori di rischio sistemici e locali. I fattori critici sono:

  • stato di salute e malattie sistemiche, fumo, aspettative e collaborazione del paziente,
  • patologie dentali e parodontali
  • anatomia delle arcate dentali, occlusione e relazione intermascellare,
  • fattori di rischio funzionali e
  • fattori di rischio estetici.
Requisiti fondamentali sono la cura della malattia parodontale, una fase accurata di prevenzione e preparazione, la precisa pianificazione protesica tramite dispositivo diagnostico individuale, la precisa pianificazione chirurgica tramite analisi radiografica tridimensionale dei volumi ossei e delle strutture anatomiche con dispositivo diagnostico individuale.
La procedura chirurgica prevede l’incisione e il sollevamento di un lembo mucogengivale, la preparazione della sede implantare, protesicamente guidata tramite dispositivo individuale, l’inserimento dell’impianto in posizione tridimensionale ideale, l’eventuale riempimento di concavità o difetti ossei con sostituti ossei e il riposizionamento totale o parziale del lembo per una guarigione sommersa o non sommersa. Interventi minori di rigenerazione guidata dei tessuti con innesti di sostituti ossei, innesti di tessuto gengivale e membrane sono attuabili contestualmente al posizionamento implantare. Interventi di rigenerazione guidata dei tessuti ossei e gengivali più importanti sono indicati prima del posizionamento implantare e richiedono spesso una seconda valutazione clinica e radiografica.
La fase di guarigione dell’impianto richiede un periodo di tempo variabile secondo la quantità e la qualità dei tessuti ossei e gengivali, il tipo di intervento implantare e gli interventi aggiuntivi di rigenerazione. La guarigione sommersa prevede una seconda fase chirurgica per esporre la connessione implanto-protesica e per eseguire eventuali interventi correttivi di rigenerazione del tessuto gengivale. Previa verifica clinica e radiografica dell’osteointegrazione e guarigione dei tessuti gengivali ha inizio la fase protesica.
La terapia implanto-protesica prevede un mantenimento scrupoloso e continuativo. Le regolari visite odontoiatriche associate a procedure di igiene professionale e la collaborazione del paziente nelle procedure di igiene domiciliare, nel controllo dei fattori di rischio e nella gestione delle abitudini di vita sono requisito fondamentale per l’esito positivo della terapia.


 

Impianti post-estrattivi e carico immediato

Gli impianti post-estrattivi e il carico immediato sono procedure di implantologia avanzata applicabili distintamente o congiuntamente.
La prima tecnica prevede il posizionamento implantare immediatamente dopo l’estrazione dell’elemento dentale, la seconda tecnica prevede la funzionalizzazione dell’impianto con una protesi provvisoria, preferibilmente fissa, immediatamente dopo il suo posizionamento. Le procedure possono essere applicate in casi di edentulia singola, parziale e totale. La prognosi è positiva, le percentuali di successo implantare e protesico sono elevate e paragonabili alle procedure implantari e protesiche convenzionali.
Il successo della procedura post-estrattiva a carico immediato dipende fondamentalmente dalla corretta indicazione previa selezione del paziente tramite meticolosa fase diagnostica e valutazione di tutti i fattori di rischio sistemici e locali. I fattori critici sono:

  • età, stato di salute, abitudini di vita, fumo, aspettative e collaborazione del paziente,
  • patologie dentali e parodontali, igiene orale e parafunzioni,
  • anatomia delle arcate dentali, occlusione e relazione intermascellare,
  • fattori di rischio funzionali e
  • fattori di rischio estetici.
Requisiti fondamentali sono la cura della malattia parodontale, la quantità e la qualità di tessuto osseo e gengivale residuo, la precisa pianificazione protesica tramite dispositivo diagnostico individuale, la precisa pianificazione chirurgica tramite analisi radiografica tridimensionale dei volumi ossei e delle strutture anatomiche con dispositivo diagnostico individuale.
La tecnica post-estrattiva prevede l’estrazione atraumatica dell’elemento dentale con o senza elevazione di un lembo, l’eventuale asportazione del tessuto infetto, la preparazione della sede implantare attraverso l’alveolo post-estrattivo, protesicamente guidata tramite dispositivo individuale, l’inserimento dell’impianto in posizione tridimensionale ideale, ancorato nell’osso residuo fino al raggiungimento della stabilità primaria, e l’eventuale riempimento del difetto osseo residuo con sostituti ossei e riposizionamento del lembo. Interventi di rigenerazione guidata dei tessuti sono attuabili contestualmente al posizionamento implantare con elevazione di un lembo.
La procedura di carico immediato prevede la rilevazione della posizione implantare immediatamente dopo il suo posizionamento e riposizionamento del lembo, indirettamente tramite impronta convenzionale o dispositivo individuale, o direttamente con la protesi provvisoria, lo sviluppo di un modello e l’integrazione dei monconi implantari nella protesi provvisoria affidati al laboratorio odontotecnico, e il fissaggio della protesi provvisoria, preferibilmente avvitata, sugli impianti. La procedura richiede tempi tecnici variabili, il carico può avvenire da 2 a 48 ore dopo il posizionamento implantare. Il controllo radiografico del corretto posizionamento implantare e della precisione protesica e il controllo clinico dell’occlusione, della masticazione, della fonesi e dell’aspetto estetico concludono la procedura. La tecnica evita una fase di guarigione edentula o con protesi provvisoria rimovibile.
La fase di guarigione richiede un periodo di tempo variabile secondo la quantità e la qualità dei tessuti ossei e gengivali, la stabilità primaria implantare e gli interventi aggiuntivi di rigenerazione. Previa verifica clinica e radiografica dell’osteointegrazione e guarigione dei tessuti gengivali ha inizio la fase protesica definitiva. La tecnica non prevede una seconda fase chirurgica per l’esposizione dell’impianto.
Le procedure di mantenimento scrupoloso e continuativo sono d’obbligo durante tutte le fasi terapeutiche e a terapia ultimata.

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